Provincia autonoma di Trento 
300000 soci di cooperative

Distribuzione degli utili

La cooperativa si differenzia profondamente dalle società commerciali non solo per il carattere democratico e mutualistico, ma anche per la differente disciplina civilistica e fiscale, che mira a favorire la capitalizzazione della società e a remunerare il lavoro prestato dai soci o i loro conferimenti piuttosto che il capitale da essi investito.

Gli utili di esercizio conseguiti dalla società cooperativa devono essere destinati seguendo un ordine ben preciso stabilito dal Codice civile:

• una quota pari al 30% deve essere destinata al fondo di riserva legale; (Art. 2545-quater Codice Civile)

• una quota pari al 3% deve essere destinata ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione; (Art. 11 L. 59/1992)

• la parte di utile che residua può essere destinata, con delibera assembleare, a remunerazione del capitale sociale (dividendi), a rivalutazione del valore delle quote/azioni, a ristorno a favore dei soci, ad acquisto di azioni/quote di capitale proprio, ad altre riserve statutarie nei limiti stabiliti dalle leggi.  

Inoltre, per le cooperative a mutualità prevalente, l’ammontare del dividendo distribuibile a ciascun socio non può essere superiore al limite stabilito dalla Legge (Art. 2514 Codice Civile). Per le stesse, vige anche il divieto di distribuzione delle riserve (Art. 2514 Codice Civile) tra i soci sotto qualsiasi forma, sia durante la vita dell’ente (al socio che recede viene liquidato il valore nominale della quota o azione più l’eventuale rivalutazione monetaria effettuata in base all’indice Istat), sia in seguito a cessazione dell’attività sociale. All’atto dello scioglimento della società, inoltre, l’intero patrimonio sociale netto residuo, previo rimborso ai soci del capitale sociale versato ed eventualmente rivalutato, deve essere destinato ai Fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. (Art. 11 L. 59/1992)