Provincia autonoma di Trento 
In ogni valle opera una cooperativa

Cassa Rurale di Aldeno e Cadine

Cassa Rurale di Aldeno e Cadine

A TU PER TU CON PIO ZANELLA
Cooperazione, terra ferma e trampolino per nuove sfide

Il credito non è solo profitto, ma fattore di crescita delle persone e delle comunità. La Cooperazione è una terraferma, un approdo sicuro dove aggrapparsi e ripartire verso nuove sfide. Ne è convinto Pio Zanella, direttore della Cassa Rurale di Aldeno e Cadine. Zanella dice anche che il microcredito restituisce dignità alle persone e fa crescere le economie. Il direttore ha militato per anni negli Scout e con la Cassa Rurale ha sostenuto diverse iniziative sociali tra le quali il microcredito in Mozambico, co-fondando la Cassa Rurale di Caia.

Possono esserci tanti modi per conoscere una persona. Provi ora lei a descriversi con cinque parole
Impegnato, responsabile, sportivo, competitivo, cooperatore.

Cosa rappresenta per lei la Cooperazione, cosa dovrebbero fare le Istituzioni per promuoverla al meglio e conosce esempi di "buone pratiche"?
La Cooperazione rappresenta una modalità che si è dimostrata eccezionalmente efficace attraverso la quale un insieme di persone, anteponendo l’interesse del “gruppo” a quello individuale, cooperano appunto per raggiungere un obiettivo condiviso.
Per promuovere al meglio la cultura cooperativa le Istituzioni, ma vorrei dire tutti noi, dobbiamo riuscire a guardare avanti e chiederci di quale nuovo ruolo deve farsi protagonista il sistema cooperativo, per permettere che non si affermi la logica della mera ricerca della convenienza economica a scapito della qualità delle relazioni sociali, evitando il “tutti contro tutti”. Personalmente sono convinto che la Cooperazione abbia in sè tutti i presupposti per continuare a promuovere la crescita e la realizzazione delle persone e con esse delle comunità. Considero “buone pratiche” tutte quelle attività che offrono un plus di opportunità. Conosco bene alcune realtà che operano nel sociale per migliorare la qualità di vita delle persone.

La Cooperazione è una realtà che dura da decenni e i media di massa si sono impegnati per raccontarla. Riesce a descriverla con un libro, un film, un pezzo teatrale o una canzone
Descriverei la Cooperazione con il titolo di un recente film di Emanuele Crialese: “Terraferma”. Questa pellicola colpisce, perché riesce a far percepire il confronto in atto fra il legame con le proprie tradizioni e la spinta verso il nuovo, in un contesto sociale ed economico pieno di nuove sfide che mettono alla prova tutti e, in particolare, le persone che si impegnano a credere nei principi della Cooperazione. Come l'isola di cui parla il film, anche la Cooperazione rappresenta un approdo sicuro per chi cerca un punto di riferimento nel disorientamento globale, dove rischia di annegare la speranza in un mondo ancora capace di salvare e salvarsi con l’altruismo e la pietas per ripartire verso nuovi obiettivi.

Lo slogan della Cooperazione Trentina è “diamoci del noi”. Come interpreta questa frase e quale è, secondo lei, la sua efficacia comunicativa?
Quella cooperativa è un'esperienza di economia sociale, civile e solidale che oggi ci dice che il mercato da luogo di scambio, spesso freddo e talvolta arido, può diventare luogo di vero incontro con l'altro, se ci si apre a una componente di gratuità, accompagnata dall'assunzione della responsabilità, per portarci a individuare gli strumenti adatti a far sì che l'altro non sia “abbandonato al suo destino” e non rimanga escluso da una società alla quale invece può dare un personale contributo. “Diamoci del noi” lo potremmo declinare anche in: "lavoriamo assieme con l’impegno e la responsabilità per il bene comune, riconoscendo che la persona è la prima e più importante risorsa e il fine del nostro agire".

Lei è stato Scout per molti anni. Quali frutti porta questa esperienza nella sua vita personale e lavorativa?
Si diceva, e a volte si dice tuttora, “una volta Scout, Scout per sempre” e oggi, dopo qualche decennio di vita in più, mi sento ancora fortemente in sintonia con questo motto. Il “metodo Scout” per diversi motivi è in sintonia con i principi cooperativi. Parte dall’idea che in ciascuno ci sia qualcosa da valorizzare, che ciascuno debba imparare a “guidare la propria canoa”, essere protagonista della propria storia che è inserita in una storia più grande. Un cammino che favorisce l’acquisizione di una naturale responsabilità, quella di voler lasciare il mondo, le nostre realtà, un po’ migliori di come le abbiamo trovate, di “non farti solo i fatti tuoi” (come dice la canzone) ma di favorire rapporti nuovi, improntati all’incontro e non allo scontro, alla pace e non alla sopraffazione, al confronto e non all’imposizione.

La Cassa Rurale di Aldeno e Cadine è molto impegnata nei progetti di microcredito solidale in Mozambico. Quale è il senso di questo impegno?
Spesso mi sono chiesto anch'io perché la Cassa Rurale di Aldeno e Cadine, una realtà economica legata fortemente al territorio, abbia deciso di condividere un’iniziativa che può apparire lontana dal suo abituale servizio. Il sostegno al microcredito in Mozambico non è un progetto che abbiamo fatto da soli, ma lo abbiamo fortemente condiviso con il CAM (Consorzio Associazioni per il Mozambico). Credo che una realtà come la nostra, più è attenta ai bisogni del territorio più può trovare risorse per non chiudersi, ma anzi per aprirsi e sentirsi ”chiamata in causa” anche da situazioni che ad una lettura distratta possono sembrare lontane, ma che invece aiutano a vivere concretamente la solidarietà.
Il progetto “Microcredito in Mozambico” ci ha permesso di capire che la microfinanza rappresenta una rivoluzione culturale oltreché economica. Questa si basa infatti su un processo di coinvolgimento, che parte dal basso ed è bidirezionale: la fiducia data e corrisposta è in grado di far fiorire le potenzialità senza avvilire la dignità dei beneficiari e può far leva sulla loro capacità di guardare al creditore come ad una persona che può essere protagonista del proprio riscatto e della propria elevazione sociale.

Enrico Tozzi