Provincia autonoma di Trento 
Il Trentino è un caso unico al mondo

Consorzio Melinda

Consorzio Melinda

A TU PER TU CON LUCA GRANATA
Melinda, quando la mela si fa solidale

Concreto, sincero e appassionato dei canti degli Alpini. Saltano all’occhio queste tre caratteristiche leggendo le parole di Luca Granata, direttore generale del Consorzio Melinda e appassionato del Trentino solidale. Di sé dice di avere “le radici di melo” e dei trentini pensa che siano affidabili e grandi lavoratori.

Granata dà molta importanza allo spirito di squadra, ma non dimentica i contatti con il territorio. Tra i molti eventi sponsorizzati da Melinda ricordiamo la Marcialonga e, in estate, il Trofeo Melinda di ciclismo e Montain Bike.

Possono esserci tanti modi per conoscere una persona. Provi ora lei a descriversi con cinque parole
Uno di noi di Melinda.

Cosa rappresenta per lei la Cooperazione, cosa dovrebbero fare le Istituzioni per promuoverla al meglio e conosce esempi di "buone pratiche"?
La Cooperazione rappresenta la volontà di persone che hanno interessi comuni di operare insieme – di co-operare per l’appunto – che si contrappone alla diffusa volontà di operare uno contro l’altro, ciascuno per proprio conto. Mi sembra che in Trentino esistano numerose attività di promozione dei valori cooperativi e direi che molte delle iniziative condotte in proposito dalla Federazione Trentina della Cooperazione possano a tutto diritto rientrare tra le “buone pratiche”, anche in questo senso.

La Cooperazione è una realtà che dura da decenni e i media di massa si sono impegnati per raccontarla. Riesce a descriverla con un libro, un film, un pezzo teatrale o una canzone
Credo che una bella canzone degli Alpini, di quelle da cui trasuda spirito di corpo, senso del dovere e attaccamento alla causa comune potrebbe andare bene.

Lo slogan della Cooperazione Trentina è “diamoci del noi”. Come interpreta questa frase e quale è, secondo lei, la sua efficacia comunicativa?
Questo slogan penso interpreti benissimo il concetto fondante della Cooperazione che presuppone l’indispensabile passaggio dall’“io” al “noi”.

La Cooperazione è un grande mosaico che si differenzia a seconda del luogo concreto nel quale vive e opera. Quale è per lei la cifra distintiva della Cooperazione Trentina?
Serietà, impegno, professionalità.

Lei non è originario del Trentino. Cosa l’ha colpita di questa terra, della sua gente e perchè si è interessato al mercato della mela?
Il Trentino è un territorio bellissimo con una qualità della vita invidiabile e i trentini che ho conosciuto sono in genere gente seria, affidabile, impegnata nel lavoro e di sani principi morali. La mia famiglia ha coltivato mele per tre generazioni in Veneto, io sono laureato in Scienze Agrarie e quindi – nonostante la maggior parte della mia vita professionale sia trascorsa nel mondo industriale – ho in qualche modo delle “radici di melo”. In realtà però il mio grande interesse non era per la mela in generale, ma per Melinda in particolare, che ho sempre ritenuto essere una delle migliori organizzazioni agricole a livello internazionale ed una realtà alla quale mi sarei sentito orgoglioso di appartenere.

Con Melinda avete dato vita al progetto “Più mele meno male” per sostenere la Fondazione ISAL di Rimini che, nel 1993, nasce quale primo Istituto europeo di formazione per la cura del dolore clinico. Come è nata questa collaborazione e che relazione può esserci con il mondo della mela?
La collaborazione con ISAL è nata nell’ambito delle attività sociali che ogni anno Melinda supporta per la relazione esistente tra il piccolo ma importante contributo che ogni mela Melinda può dare alla salute ed al ben-essere di ciascuno di noi e l’attività svolta da ISAL che si muove nella nostra stessa direzione in modo molto forte. E poi ci piaceva molto lo slogan.

Enrico Tozzi