Provincia autonoma di Trento 
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Il Gabbiano

Il Gabbiano

A TU PER TU CON SANDRO NARDELLI
Cooperativa Il Gabbiano: un lavoro per volare oltre le sbarre

“La Cooperazione è partecipazione”. Ne è convinto Sandro Nardelli, presidente della Cooperativa Il Gabbiano, che racconta la sua appassionata vita nel mondo dell’inserimento lavorativo di persone disabili ed ex detenuti.

Nardelli lavora al Gabbiano da diciannove anni, ma prima è stato quattro anni in Brasile e dieci anni a Napoli, operando nei movimenti popolari e nel mondo giovanile. Tornato a Trento si è diplomato come educatore professionale e counsellor professionista.

Possono esserci tanti modi per conoscere una persona. Provi ora lei a descriversi con cinque parole
Semplice, consapevole dei miei limiti, felice, disponibile, attento alla persona.

Cosa rappresenta per lei la Cooperazione, cosa dovrebbero fare le Istituzioni per promuoverla al meglio e conosce esempi di "buone pratiche"?
La Cooperazione costituisce una grossa opportunità di accostarsi al mondo del lavoro in maniera partecipativa e responsabilizzata. Il mondo cooperativo ti permette di inserirti in un contesto dove non sei solo una pedina, ma una persona che può partecipare. Puoi essere socio e sentirti responsabile, non solo della tua carriera professionale, ma anche dell’andamento complessivo della società in cui lavori. In Trentino le Istituzioni si impegnano molto per promuovere la cultura cooperativa e buone prassi in proposito ne conosco tante. In generale il valore della partecipazione collettiva costituisce un punto condiviso dalle cooperative. Nella Cooperazione sociale spicca l’investimento di energie e risorse nel dare lavoro e fiducia a persone che, per i motivi più diversi, faticherebbero a trovare lavoro in altro modo.

La Cooperazione è una realtà che dura da decenni e i media di massa si sono impegnati per raccontarla. Riuscirebbe lei a descriverla con un libro, un film, un pezzo teatrale o una canzone
Mi piace descrivere la Cooperazione con il film “Si può fare” con il comico Claudio Bisio attore protagonista, trasmesso tempo fa su Canale 5. La pellicola racconta di una comunità dove sono ricoverate persone con problemi psichici, anche gravi, con i quali si dà inizio a un’attività lavorativa in forma di cooperativa. Il film è forse troppo ottimistico, perchè non è così semplice fare lavorare persone con disagi psichici tanto complessi, ma descrive bene lo spirito della Cooperazione sociale e resta una pellicola da vedere.

Lo slogan della Cooperazione Trentina è “diamoci del noi”. Come interpreta questa frase e quale è, secondo lei, la sua efficacia comunicativa?
“Diamoci del noi” vuol dire vicinanza, significa sentirsi alla pari, pur nel rispetto dei ruoli diversi che esistono anche nella Cooperazione. Però si è uguali rispetto ai diritti e ai doveri.

La Cooperazione è un grande mosaico che si differenzia a seconda del luogo concreto nel quale vive e opera. Quale è per lei la cifra distintiva della Cooperazione Trentina?
La forza della Cooperazione Trentina è da sempre la capacità di svilupparsi in tutti gli ambiti: dal risparmio al consumo, dall’agricolo al sociale. Essere uomini di montagna, poi, credo abbia sviluppato nei trentini la capacità di collaborare, perché la montagna è zona difficile e se non c’è collaborazione, se ognuno va per conto proprio, non si va avanti.

Il nome di una società costituisce spesso la sua carta di identità. Come nasce la vostra società e perché si chiama proprio“il Gabbiano”?
La Cooperativa Il Gabbiano nasce poco più di venti anni fa da un gruppo di soci volontari che circolavano attorno al mondo del Punto d’Incontro. Questi soci hanno pensato proprio a partire dalle esigenze delle persone che lì transitavano, di offrire - oltre al cibo, all’ascolto e all’accoglienza - anche delle opportunità di lavoro in particolare per i detenuti ammessi alle misure alternative. Le possibilità professionali permettono alla persona di sperimentarsi e la detenzione rappresenta uno stigma che rende problematico l’inserimento al lavoro. Il volo libero del gabbiano è indice di libertà in contrasto con la precedente vita dietro le sbarre. Anche le persone possono metaforicamente volare di nuovo attraverso un lavoro e un reingresso in società, dopo la libertà appena riconquistata.

Ogni persona ha uno stile e delle qualità che possono aiutarla nella vita. Esiste un aspetto della sua personalità che le è particolarmente utile professionalmente?
Le capacità di ascoltare e dare attenzione alle persone credo siano le qualità personali che più mi hanno aiutato a valorizzare il mio ruolo di responsabile sociale che svolgo all’interno della Cooperativa Il Gabbiano.

Enrico Tozzi