Provincia autonoma di Trento 
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La Rete

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A TU PER TU CON MAURO TOMMASINI
Fare rete per veleggiare in sicurezza verso il futuro

La Cooperazione è un “fare assieme”, un intreccio di reti che mantiene ben saldi la storia e i valori di sempre per rilanciarli, per essere aperta al futuro e alle nuove sfide dell’economia. Ne è convinto Mauro Tommasini, coordinatore e storico educatore della Cooperativa La Rete. La Cooperativa si impegna al massimo per garantire alle persone con disabilità e alle loro famiglie lo stesso livello di servizi e di inclusione attuali, con diverse modalità di raccolta fondi, come il nuovo progetto “La ReTenergia” dove si può sostenere la Cooperativa con una semplice bolletta.

Possono esserci tanti modi per conoscere una persona. Provi ora lei a descriversi con cinque parole
Credo opportuno lo facciano gli altri.

Cosa rappresenta per lei la Cooperazione e cosa dovrebbero fare le Istituzioni per promuoverla al meglio?
La Cooperazione è una parte importante della mia vita, perché sono cresciuto professionalmente all’interno di una cooperativa sociale. A livello più ampio, soprattutto in questi tempi di crisi economica, credo che con il “fare assieme”, che da anni contraddistingue la Cooperazione, si possa rispondere ancora meglio all’esigenza non solo di benessere economico, ma soprattutto di relazioni capaci di migliorare la qualità della vita di tutti noi. Per promuovere il “fare Cooperazione” è importante puntare alla sensibilizzazione nelle scuole. Ma il miglior modo per portarla avanti è incentivare progetti che coinvolgano le persone in una gestione il più possibile democratica.

Lo slogan della Cooperazione Trentina è “diamoci del noi”. Come interpreta questa frase, quale è secondo lei la sua efficacia comunicativa e dove sta la cifra distintiva della nostra Cooperazione?
“Diamoci del noi” dà il senso di uno sviluppo allargato di potenzialità comuni. Guardando al futuro rimane importante che il “noi”, non diventi una chiusura, ma rimanga una grande disponibilità a fare reti e ad aprirsi sempre più verso l’esterno.
Il valore della Cooperazione Trentina sta nella sua grande storia. Pensiamo solo alla consistente ricaduta della Cooperazione sociale sul territorio trentino in termini di servizi e proposte con e per le persone. Un modo di fare e un modo di essere che si traducono in obiettivi e risultati concreti, conquistati con fatica e creatività.

Lei lavora alla Rete da tempo. Quale è l’aspetto della Cooperativa che l’ ha colpito dal primo istante e perché ci lavora ancora dopo anni?
Della Rete mi ha contagiato immediatamente l’energia e la positività nel trovare percorsi e approcci nuovi per le persone con disabilità, per le loro famiglie e per la comunità.
Mi ha entusiasmato anche la sfida di voler fare uscire le persone disabili dall’iniziale emarginazione, di voler coinvolgere i cittadini e renderli sensibili ai bisogni delle persone con disabilità, per poter crescere insieme. Come i primi anni cerchiamo ancora di costruire spazi di qualità della vita per le persone con disabilità, perché l’isolamento, non deriva solo dalla disabilità, ma anche dalla risposta che giunge dall’ambiente circostante. La mission della Rete non è assolutamente conclusa, perché l’attuale crisi economica rende le garanzie per le persone con disabilità non più così scontate. Questa incertezza provoca molta ansia nelle famiglie. Nostro compito è ancora dare risposte alle necessità emergenti, non contando solo sull’Ente pubblico, che resta essenziale, ma cercando anche altre modalità di raccolta fondi.  

La Rete è sempre rimasta al passo con i tempi. Indichi qualche priorità per il prossimo futuro
Fra i tanti progetti vi è quello dell’Amministratore di Sostegno in Trentino. Questa nuova figura giuridica sostituisce quella del tutore e permette ad una persona, nominata da un giudice, di affiancarne un’altra in difficoltà nel gestire la propria esistenza, inclusi gli aspetti economici, lasciando ugualmente al soggetto tutelato alcuni spazi per scelte autonome.
In Cooperativa è forte anche l’impegno istituzionale con Cnca Trentino, Consolida e Cooperazione Trentina abbiamo contribuito a creare il Comitato per il futuro del welfare trentino, per accompagnare dal nostro osservatorio, le trasformazioni istituzionali ed economiche in atto. In queste settimane abbiamo lanciato un nuovo progetto assieme a Trenta Spa: “la ReTenergia”. Si tratta di una novità assoluta in cui il cittadino ogni volta che accende la luce sa di utilizzare energie rinnovabili certificate, risparmiare in bolletta e automaticamente aiutare i progetti della Rete. Per saperne di più rimando al sito www.cooplarete.org.

La vela è da sempre una sua grande passione. Cosa ha imparato da questo sport che porta anche nella vita personale e lavorativa?
Ultimamente sono passato dalla vela al windsurf, recuperando una vecchia passione che avevo da bambino. In questo sport si tengono ancora meno i piedi per terra. La vela è la metafora del viaggio per eccellenza e una grande scuola di vita. Nel navigare sei in acqua e lì sperimenti una dimensione inconsueta per la vita di tutti i giorni. Andare per mare obbliga ad abbandonare le certezze della terraferma e stare al timone con qualsiasi condizione. Questo allena ad affrontare gli imprevisti. Spesso il nostro lavoro obbliga a “navigare controvento”: per raggiungere un obiettivo dobbiamo frequentemente percorrere vie nuove, che non sempre sono le più semplici e scontate. Dobbiamo cioè cercare di ottenere sempre il meglio dal contesto in cui ci troviamo e con gli strumenti che abbiamo.

Enrico Tozzi