Provincia autonoma di Trento 
In ogni valle opera una cooperativa

Risto3

Risto3

A TU PER TU CON STEFANO RAFFAELLI
Con Risto3 c’è sempre un posto a tavola

Lavorare sodo e con tanta gavetta. Questo, secondo il direttore di Risto3 Stefano Raffaelli, serve per mantenere una Cooperazione forte e competitiva per le attuali sfide del mercato. Intatti il direttore non si è mai sottratto alla fatica, tanto che da giovane è stato anche fruttivendolo nel negozio di famiglia. Racconta ancora che gli stranieri in Risto3 sono sempre i benvenuti perché arricchiscono l’azienda. Per educare i giovani alla Cooperazione l’importante è essere coerenti fra le parole e le azioni.

Possono esserci tanti modi per conoscere una persona. Provi ora lei a descriversi con cinque parole
Me ne basta una: fortunato

Cosa rappresenta per lei la Cooperazione, cosa dovrebbero fare le Istituzioni per promuoverla al meglio e conosce esempi di "buone pratiche"?
Cooperazione significa soprattutto “condividere”, tutto il resto sono conseguenze.
La promozione si fa soprattutto a scuola e fra i giovani, ma la buona pratica principale è “l’esempio e la coerenza fra quello che si dice e quello che si fa”. Questo vale dappertutto, ma soprattutto nella Cooperazione.

La Cooperazione è una realtà che dura da decenni e i media di massa si sono impegnati per raccontarla. Riesce a descriverla con un libro, un film, un pezzo teatrale o una canzone
Sarà anche deformazione professionale, ma d’istinto mi viene da dire “Aggiungi un posto a tavola”.

Lo slogan della Cooperazione Trentina è “diamoci del noi”. Come interpreta questa frase e quale è, secondo lei, la sua efficacia comunicativa?
Penso si riferisca a due aspetti: allo stile aziendale diretto e informale, tipico delle cooperative, e al legame stretto fra le persone che ci lavorano e il territorio.

La Cooperazione è un grande mosaico che si differenzia a seconda del luogo concreto nel quale vive e opera. Quale è per lei la cifra distintiva della Cooperazione Trentina?
Nell’ultimo rapporto pubblicato dalla Federazione della Cooperazione Trentina mi hanno colpito i numeri relativi al mondo cooperativo trentino: 539 imprese, 18.069 occupati. Leggendo questi dati si ha la netta sensazione del ruolo importante che hanno le cooperative a livello economico nel nostro territorio e da qui emerge la necessità di lavorare sodo e con intelligenza per rimanere sul mercato. Tutto questo si traduce in mantenimento di posti di lavoro e benessere per le famiglie.

In Risto3 lavorano molte donne e diversi stranieri. Quale è il loro valore aggiunto e potrebbe raccontare qualche esempio di loro integrazione personale e lavorativa che ricorda in azienda?
Qualsiasi esperienza, qualsiasi confronto con persone con abitudini e storie diverse, rappresenta sempre un arricchimento. Risto3, per scelta aziendale, lavora soprattutto nel territorio trentino e questo, da alcuni punti di vista, è un limite. Diventa quindi ancora più importante l’apporto di persone con esperienze personali e lavorative per noi inusuali. In generale quando gli stranieri raccontano il loro passato e presente ti fanno meglio apprezzare la tua condizione personale e lavorativa. A proposito Risto3 ha in progetto la pubblicazione di un libro dove molti dipendenti stranieri racconteranno le loro esperienze.

Lei lavora in Risto3 da tanti anni e nel tempo ha conosciuto diversi ruoli in azienda. Cosa preferisce dell’attuale compito di direttore?
La mia paura da sempre è la noia e il mio lavoro è l’esatto contrario.  

Enrico Tozzi